A buon rendere

Le assicurazioni non sono tutte uguali

Istruzioni per creare quella più adatta a te

Articolo 5
Tempo di lettura: 9 minuti

Pensa al momento in cui, dopo una giornata intensa, puoi finalmente stenderti sul divano e rilassarti avvolto nella tua coperta preferita. Ecco, l’obiettivo di un’assicurazione è farti sentire la stessa sensazione di tranquillità che provi sotto quella coperta, la tranquillità che puoi provare sapendo che anche se qualcosa va storto, non sei tu a pagarne direttamente le conseguenze, almeno quelle economiche, perché c’è l’assicurazione a proteggerti.

Quando decidi di stipulare una polizza assicurativa (che tradotto dalla lingua delle assicurazioni vuol dire comprare un’assicurazione), quello che stai comprando con i tuoi soldi è proprio questo: la tranquillità di sapere che se succede qualcosa hai una protezione. C’è un’accogliente coperta su cui puoi contare, una coperta che evita che i danni di un evento sfortunato incidano un po’ troppo sulle tue tasche.

 

L’assicurazione: una copert(ur)a su misura

Per essere veramente comoda, però, è necessario che questa coperta sia stata pensata proprio per te. Deve essere della grandezza giusta, non un centimetro di più, né uno di meno. 

 

Tutta questa metafora della coperta è per dirti che non devi pensare all’assicurazione come ad un prodotto standard. Non devi pensare che sia qualcosa che devi scegliere, come da uno scaffale al supermercato, ma qualcosa che devi costruire, creare, sulla base di quello che a te può dare quella sensazione di tranquillità. Per essere efficace, insomma, l’assicurazione deve essere fatta su misura.

 

Non bisogna pensare che l’assicurazione sia un prodotto standard, perché per essere efficace deve essere costruita a partire dai rischi che corre una singola persona e quello che vuole assicurare.

 

Comprare un’assicurazione standard, solo perché magari costa poco, raramente è una buona idea. Infatti, per le assicurazioni non è valido il principio “l’una vale l’altra”, perché devono essere ideate a partire dal rischio dal quale ci si vuole proteggere, dalla probabilità che questo si verifichi e dalle esigenze della singola persona. Un’assicurazione “già pronta” potrebbe non coprire un rischio per te importante o viceversa coprire qualcosa che non ti riguarda.

Prova a pensare ad una casa. Potrebbe essere una baita in montagna, un appartamento in città o una villa sul mare. Tutte queste case sono esposte a rischi molto diversi tra di loro e quindi non si può pensare ad una generica “assicurazione casa” che possa essere valida per tutte le abitazioni, perché sicuramente non sarà efficace. Per ogni casa va costruita un’assicurazione che ne copra i rischi specifici. Inoltre, i rischi non dipendono solo dal tipo di casa o da dove è costruita, ma le variabili sono molte di più, ci possono essere verande, comignoli, mobili antichi, casseforti, tubature a pavimento… insomma, hai capito. Per ogni singola casa è necessaria un’assicurazione pensata proprio per quella singola casa. Oltre che da ciò che si vuole assicurare, la creazione della coperta cambia anche a seconda della persona che decide di stipulare una polizza assicurativa. Questo perché la sensazione di tranquillità che bisogna raggiungere con l’assicurazione è soggettiva, non arriva per tutte le persone allo stesso momento; per qualcuno è sufficiente un’assicurazione scoppio e incendio per sentirsi tranquillo, per qualcun altro la sensazione di tranquillità arriva solo dopo aver assicurato anche le zanzariere.

 

Ovviamente più sono i rischi che scegli di coprire con un’assicurazione, più sarà alto il premio (cioè il prezzo) che dovrai pagare per quella copertura. Una coperta più grande e più coprente avrà un prezzo più alto.

 

Quando devi comporre la tua assicurazione devi chiederti quali sono per te le priorità e trovare un buon compromesso con un prezzo per te accettabile. L’assicurazione ideale deve riuscire a darti quella sensazione di tranquillità a fronte di un prezzo per te sostenibile. 
In base a questo ragionamento, per creare la tua coperta su misura, per ogni fattore devi chiederti qual è l’equilibrio tra una copertura assicurativa per te sufficiente e quanto vuoi spendere. 

 

Un’assicurazione che costa poco ma che non ti copre dai rischi più importanti per te è un’assicurazione inutile. Al contrario, un’assicurazione che ti copre da qualunque rischio possibile e immaginabile ti dà la sola certezza di non arrivare a fine mese, perché ha un prezzo troppo alto.

Qui di seguito ti parliamo di alcuni dei fattori da cui puoi iniziare a ragionare per costruire la coperta più adatta a te.


I bordi della coperta: massimale, franchigia e scoperto 
Una delle domande fondamentali da farsi è: “Dove far iniziare e finire la copertura assicurativa?”. Insomma, bisogna guardare con attenzione i bordi di questa coperta. L’assicurazione, infatti, non può coprire tutti i costi possibili e immaginabili, ma ha dei bordi che nel gergo assicurativo si chiamano massimale, franchigia e scoperto.

 

Il massimale è il limite massimo delle spese che può coprire l’assicurazione per un evento. Ad esempio, se hai sottoscritto un’assicurazione auto e il tuo contratto prevede un massimale di €1000, se fai un incidente i danni ammontano a €1100, restano a te €10 da pagare. Molte polizze ti consentono di impostare massimali più alti o più bassi a tua scelta. Se vuoi un massimale più alto, il prezzo dell’assicurazione si alzerà un po’. Più è alto il massimale, più la coperta è “coprente”.

 

La franchigia, invece, è il limite minimo della copertura assicurativa e può essere di due tipi. La franchigia assoluta è una cifra che paga l’assicurato a prescindere dall’entità del danno. Se, ad esempio, per una scossa di terremoto hai subito un danno di €5.000 e hai una franchigia assoluta di €1.000, l’assicurazione pagherà €4.000 e i restanti €1.000 sono a carico tuo. Se la franchigia è relativa, invece, quando il danno è inferiore alla franchigia, è a carico dell’assicurato, quando invece è superiore, è interamente a carico dell’assicurazione. Quindi se la franchigia relativa è di €1.000 e il danno è di €5.000, pagherà tutto l’assicurazione, se invece il danno è di €900, pagherà tutto l’assicurato. 

 

In molte polizze assicurative, puoi decidere tu il livello della franchigia. A parità di altre condizioni, una polizza con una franchigia più bassa costerà di più. Più è bassa la franchigia, più la coperta è “coprente”.

 

L’ultimo bordo da controllare è lo scoperto. A differenza di massimale e franchigia, lo scoperto non è una cifra definita, ma una percentuale di danni che resta fuori dalla coperta. Ad esempio, se sul danno di €5.000 lo scoperto è del 10%, l’assicurazione pagherà €4.500. 


Buchi nella coperta: le clausole di esclusione
Ci sono delle cose invece che proprio sotto la coperta non ci entrano, cioè degli eventi che l’assicurazione non copre in nessun caso: le clausole di esclusione. Anche queste, è importante conoscerle e valutare con cura quali buchi nella coperta proprio non vuoi avere.

 

Se, ad esempio, vuoi assicurare la tua casa al mare contro i furti, nella tua polizza non può esserci una clausola che esclude i furti avvenuti in un appartamento non abitato da almeno 45 giorni. 

 

Quindi fai attenzione alle clausole di esclusione, se l’assicurazione esclude un evento molto improbabile, non hai da preoccuparti, ma se invece quell’evento non è così improbabile, a quel punto quella clausola di esclusione per te assume un’altra importanza. 


Frange e decorazioni: i servizi aggiuntivi
Se con le clausole di esclusione quello che puoi fare è decidere se rattoppare i buchi o meno, ci sono tanti altri servizi che puoi aggiungere o togliere, in modo tale da rendere la coperta ancora più adatta a te.

 

Parti dai tuoi bisogni specifici e sulla base di quelli chiedi delle modifiche, la personalizzazione può essere molto variegata. Puoi aggiungere pezzi di coperta in più, per assicurare i mobili antichi che hai in casa o proteggerti dai danni causati da morsi di roditori, oppure chiedere servizi aggiuntivi come un supporto legale o un’assistenza più rapida quando si verifica il danno.

 

Al contrario, puoi valutare di togliere dal contratto assicurativo qualcosa che non ti preoccupa. Se la tua casa non ha balconi ed è al secondo piano di un palazzo molto alto, ad esempio, puoi valutare di escludere dall’assicurazione gli eventi atmosferici come la grandine. 

 

Il meccanismo che deve guidarti è sempre lo stesso: quello che decidi di aggiungere o togliere deve essere per te un buon compromesso con il premio che stai pagando per l’assicurazione. Ricorda che quello che stai comprando è la tranquillità; a fronte di una tranquillità maggiore devi essere disposto a pagare un premio più alto, viceversa, una copertura minore e meno costosa porta anche un po’ meno tranquillità.

Ti potrebbe interessare anche:

Mutuo a tasso fisso o a tasso variabile?

In questo articolo ti spieghiamo cosa cambia tra le diverse tipologie di tassi di interesse che puoi scegliere quando chiedi un mutuo alla tua banca e quali sono le cose che devi considerare prima di compiere la scelta che ti separa dal divano della nuova casa.

Sbagliando si impara (a risparmiare)

Un metodo error-friendly per gestire entrate e spese

Come il conto corrente, ma fatti per risparmiare

Somiglianze e differenze tra il conto corrente e i prodotti di risparmio bancari